Orti scolastici

LA ZUCCA SULLA PALMA

Torniamo a scuola a settembre 2025: pian piano ci riappropriamo degli spazi. L’aula, i corridoi, la mensa, i bagni, i laboratori: tutto nuovo e restaurato!
Ma: il nostro Far Fest? (così chiamiamo il giardino della scuola). Rassicuriamoci: lo scorso anno, nonostante i lavori in corso, era stato ben curato, dunque c’è da pulire, riordinare, contenere, ma anche scoprire che melissa, menta, salvia e il melo godono di ottima salute e ci offrono momenti gioiosi!
Solo allora notiamo alcune strane “palle” arancioni appese tra la palma e il susino; ci avviciniamo e scopriamo che dall’orto del vicino alcune piante di zucca si sono allungate nel nostro giardino. Meraviglia: quando ne parliamo ai “proprietari” decidono di regalarcele! Le abbassiamo con un bastone uncinato, le tagliamo, le dividiamo tra noi. Teniamo però i semi, che conserviamo durante l’inverno all’asciutto e metteremo in terra a primavera.
Alla maestra sorge un dubbio; torna in classe e chiede di disegnare la pianta della zucca: ecco confermato l’equivoco, alcuni bambini disegnano una “palma da zucca”!
Insegnanti e alunni da settembre diventano “Coltivatori di fiori e parole”, quasi che noi stessi fossimo un giardino (proprio sul modello del Giardino segreto di Frances H.Burnett) del quale avere cura, al quale chiedere “Posso entrare?” – perché non sempre si ha voglia di giocare con gli altri-, capaci di curare anche le parole e i modi di stare sulla Terra.
Coltivare il giardino e l’orto ci ha permesso di sviluppare abilità manuali, conoscenze scientifiche, fare previsioni, allenare la pazienza, riflettere sulla storia della nostra città e anche capire meglio noi stessi. Abbiamo avuto modo di preparare il terreno per l’inverno, ripulire le aiuole protette da copertoni (idea vincente per salvare le coltivazioni dal taglio degli addetti, sempre di fretta e perciò non sempre attenti), verificare le piante più resistenti (la camomilla non ce l’ha fatta), scoprire gli insetti e la loro utilità, raccogliere frutti dell’anno precedente, scoprire che la collaborazione funziona!
Ad esempio, quando si è trattato di assemblare le carriole ancora inscatolate, è stato
bello vedere come ogni alunno metteva in gioco le proprie capacità personali:
attenzione alle istruzioni, intuizioni, manualità, senso pratico… La continuità con i
ragazzi delle “medie” ha messo in comunicazione i due ordini di scuola, favorendo la
gestione collaborativa delle coltivazioni dei due plessi. Quando abbiamo creato
l’angolo Pardes (da cui Paradiso, nel suo etimo: giardino recintato), una collaboratrice ha dipinto una bellissima panchina, …
Il pensiero che ci ha accompagnati in questa avventura è stato “chi coltiva la terra
lavora per la pace” perché è creatore di vita, è rispettoso, impara ed insegna l’ascolto.
Ancora, la maestra insiste molto sul guardarci intorno con senso critico e riconoscere
ciò che è brutto (asfalto, sporcizia, strade circondate da cemento, …) per poter
rimediare ricreando il bello: la bellezza ha un grande valore educativo.

Assecondare la fantasia, ascoltare le proposte di ognuno, verificare se è possibile
realizzare ciò che si è pensato può rendere più sereno e accogliente per tutti il tempo
trascorso a scuola; tenere un diario personalizzato dei lavori e delle sensazioni,
utilizzare le proprie mani e scoprirle “capaci di fare”, trasformare in arte il proprio
lavoro (gli alunni delle classi terze hanno scritto una filastrocca musicata), accettare
che a volte qualcosa fallisca rendono il lavoro di coltivazione un grande momento
educativo.

Maestra Stefania Laveder


Scuola Primaria XXV Aprile, Istituto Comprensivo Biella 2