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L’ALBERO DEI CACHI DI NAGASAKI

25 Marzo 2010

Il 9 agosto 1945 Nagasaki, in Giappone, veniva bombardata con ordigni atomici. Sembrava che qualsiasi creatura vivente fosse morta, invece, sotto le macerie, sono sopravvissuti alcuni alberi e, tra questi, un albero di cachi.

 

Questo albero si era molto indebolito, ma è ritornato in buona salute dopo essere stato curato da un medico di alberi del posto, il botanico Masayuki Ebinuma;

questo medico di alberi trovò che la forza di questa pianta non era altro che un potente messaggio di pace da divulgare in tutto il mondo in modo da ricordare a tutti l’inutilità di qualsiasi guerra e, dal frutto cresciuto dell’albero di cachi faticosamente sopravvissuto alla bomba atomica caduta su Nagasaki, prelevò alcuni semi, e nel 1994 riuscì così a far nascere nuove “pianticelle di cachi della seconda generazione”.

 

Poi cominciò ad affidare le pianticelle ai bambini che visitavano il museo del bombardamento atomico, chiedendo loro di farle crescere perché diventassero simboli di pace.

 

Nell’agosto 1995 per ricordare l’insensato orrore delle guerre nasce il progetto “Revive time – L’albero del cachi”, che cerca genitori adottivi a cui affidare le pianticelle. Questo progetto si è sviluppato in tutto il mondo, iniziando da Nagasaki e proseguendo sino a scuole di varie località giapponesi, per giungere infine ad altri punti della Terra spargendo in tutto il mondo i semi del cachi superstite attraverso la collaborazione di molte, molte persone.

 

Nel 1996 l’artista contemporaneo giapponese Tatsuo Miyajima incontrò alcuni figli dell’albero bombardato e ideò un progetto per sostenere questa attività come forma d’arte. Venne così formato un gruppo senza fini di lucro, il Comitato Esecutivo del Progetto dell’Albero di cachi “Rinascita del tempo”, che iniziò le sue attività per incoraggiare i bambini in tutto il mondo ad incontrare ed allevare i figli dell’albero di cachi bombardato.

 

Nel 1999 il progetto venne presentato alla 48° Biennale di Venezia, dove le scuole potevano concorrere all’adozione delle piantine che sarebbero cresciute con i bambini come simbolo di pace. 

Nel 2000 la International Society of Arboriculture dà il proprio patrocinio al progetto.

 

Il progetto prevede:

– la designazione dei “genitori adottivi” delle pianticelle della seconda generazione di un albero di cachi sopravvissuto al bombardamento atomico di Nagasaki nel 1945 e fatto rinascere da Masayuki Ebinuma

– favorire la crescita delle piante,documentando l’intero processo attraverso filmati ed immagini, per dare all’evento l’opportuna divulgazione

– celebrare, a dieci anni dalla messa a dimora delle pianticelle, l’evento “The Harvest of kaki”, con la partecipazione degli adulti, dei bambini e degli artisti che ne hanno reso possibile la crescita; in quel momento sarà possibile anche cogliere e consumare i frutti allora maturati. 

 

Ormai molte scuole di varie Regioni hanno aderito al progetto e coltivano un albero di cachi, che con la sua longevità tramanderà un messaggio di un futuro senza più guerre alle generazioni future.

 

Ogni anno, i comuni e le scuole interessate celebrano l’anniversario del cachi con iniziative differenti di anno in anno.

Le pianticelle di cachi sono divenute oggi il simbolo del superamento delle barriere dello spazio e del tempo, nonché della rinascita della vita e della speranza.

Rappresentano l’anello di congiunzione fra le diverse generazioni le diverse culture, un segnale forte di unione e di pace fra i popoli.

Gli alberi nati dai semi del vecchio cachi di Nagasaki ricordano che la pace ha bisogno di radice profonde e di convinzioni altrettanto profonde, in un mondo che solo in apparenza è pacifico, ma nella realtà nasconde centinaia di guerre.

L’albero di cachi è ora un simbolo di pace e un invito ad immaginare un futuro senza guerre.

 

Fonti: i siti internet di comuni e scuole coinvolti

 

http://www6.plala.or.jp/kaki-project/toppg-e.html

Castegnato http://www.iccastegnato.it/drupal52/node/204

Rezzato http://www.ealmici.it/notizie/120/kakygiap.html

Morosolo http://digilander.libero.it/agmorosolo/kaki.html

S. Giuliano Termehttp://www.rosati.gbniccolini.pisa.it/didattica/eventi.htm ehttp://www.gbniccolini.pisa.it/istituto/albero_kaki_it.htm

Trevignano Romano http://www.bunnychan.it/il-giappone-fuori-dal-giappone/l%E2%80%99alberello-di-kaki/

Leno http://www.ddleno.com/Dettaglio.asp?IdPagina=1&IdNews=101

Casciago http://www3.varesenews.it/bambini/articolo.php?id=18966

Pontecagnano http://www.radiompa.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1483&Itemid=33

 

Ho ripreso questo articolo di Marco Siino da Facebook (nelle pagine di Orti di Pace) 

Vedi > http://www.facebook.com/topic.php?uid=44164826127&topic=10132&ref=nf

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