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Alcuni accorgimenti per la sopravvivenza di ortaggi invernali

12 Ottobre 2019

L’inverno, come sappiamo, è un momento difficile per gli ortaggi a causa delle avverse condizioni climatiche; la troppa acqua, il gelo e il vento sono i fattori limitanti di molte colture orticole. Cercherò di consigliare alcuni accorgimenti per limitare il più possibile i danni.

Il problema principale riguarda le colture in pieno campo, quali: insalate, rape, cardi, finocchi, cipolle, porri, sedani, prezzemolo, cavoli, ecc. Molti di questi ortaggi subiscono danni più o meno gravi dal gelo, in particolare fra i più delicati sono da ricordare i finocchi, i sedani qualche specie di insalata (in particolare le lattughe) le cicorie e anche il prezzemolo.

Queste colture dovranno essere disposte nell’orto nelle posizioni più riparate, usando comunque alcuni accorgimenti quali la abbondante rincalzatura di alcune di esse quali i finocchi, i sedani i porri (pur essendo questi assai resistenti al freddo, questa pratica permette di far imbiancare il fusto), le cicorie e il prezzemolo.

Anche le insalate invernali (cicorie, indivie, scarole) si possono legare i cespi in maniera da racchiudere le foglie, favorendo anche in questo modo l’imbiancamento. È utile altresì posizionare sopra le specie più delicate (finocchi, sedani, prezzemolo, insalate) del tessuto-non tessuto reperibile facilmente in commercio.

Questo deve essere messo ad una certa distanza dalle colture in modo da non essere mai a contatto con le medesime per evitare danneggiamenti dal gelo. Quindi il tessuto-non tessuto dovrà essere posto possibilmente su archetti metallici (sono in commercio di varie misure) e ben ancorato al terreno con pietre o anche sotterrandolo lateralmente per evitare che il vento se lo porti via.

Un discorso a parte merita la coltura del cardo, anch’esso insofferente del gelo. Per il suo consumo, è necessario l’imbiancamento per togliere, almeno in parte, il sapore amarognolo e per farlo più tenero e croccante. Finché il gelo non si presenti, si può legare fino a ¾ della sua altezza, ricoprendolo poi con film plastico nero o anche con carta. Dopo 15/20 giorni si può raccogliere. Ma poi si dovrà procedere all’interramento delle piante perché, ricoperte dalla terra, sono in grado di reggere bene ai geli.

Per questa operazione si debbono legare strinte in almeno due punti le piante e poi scavare delle trincee ai lati. Si procederà inclinandole delicatamente su un lato aiutandosi con un vanghetto e ricoprendole poi per ¾ della lunghezza con il terreno di risulta tolto dalle trincee. Bisogna fare molta attenzione durante questa operazione per non rompere il fittone del cardo, perché in tal caso la pianta muore e presto marcisce. Quindi è consigliabile fare questa operazione dopo che ha piovuto abbondantemente e il terreno diventa morbido ed è più facile eseguire questa operazione.

Un discorso a parte merita chi ha la possibilità di disporre di una serra anche semplice, magari fatta con gli archetti o con altri materiali e ricoperta con film plastico. Queste offrono il vantaggio di non far cadere l’acqua direttamente sulle piante e quindi queste soffrono in modo minore del freddo. Sono senza dubbio adatte per le colture più delicate (finocchi, sedani, prezzemolo, insalate, ecc.).

Bisogna però ricordare che queste serre, se non hanno un impianto di riscaldamento, devono essere lasciate aperte in cima e in fondo. Questo perché il fenomeno dell’“effetto serra”, che permette un aumento di temperatura al suo interno (es. fuori 10°C, all’interno 15°C)  si manifesta anche se la temperatura va sotto lo zero, cosicché al suo interno, se la serra è chiusa, ci viene più freddo che fuori!

Altre colture più resistenti, quali ad esempio le rape, devono essere seminate presto perché arrivino ai geli che sono già ben sviluppate e quindi più resistenti. Anche i cavoli sono abbastanza resistenti purché anch’essi piantati presto. Fanno eccezione il gruppo dei cavolfiori. Ne esistono di precoci, che sono da raccogliere generalmente prima dei geli e quindi non hanno problemi. Gli altri sono più tardivi, arrivando anche all’inizio dell’anno successivo. Questi, pur essendo varietà abbastanza resistenti, è opportuno coltivarli in una serra fredda in modo che non geli facilmente l’infiorescenza che si manifesta in periodi invernali.

Mi auguro che questi pochi consigli vi saranno di una certa utilità…

Angelo Lippi

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