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Pensieri di marzo nell’orto di scuola: il tarassaco e il paracadute

7 Marzo 2019

Le prime giornate di sole invogliano ad uscire ed andare, con i bambini, nell’orto della scuola. La terra non è stata ancora vangata e dunque è possibile osservare insieme le piante spontanee che nel frattempo sono cresciute. Si vedono qui e là le prime foglie tenere e dolci del tarassaco. Tra poco inizieranno a spuntare i fiori: gialli e grossi attireranno moltissime api.

Il tarassaco è una pianta spontanea commestibile, chiamata anche “dente di cane” o “dente di leone” per la forma seghettata delle sue foglie che ricordano appunto i denti appuntiti di questi animali. Le foglie del tarassaco si raccolgono e si mangiano crude, condite in insalata, mentre con i fiori si può preparare il “miele di tarassaco”, aggiungendo zucchero e limone.

Lungo il vialetto dell’orto si vedono anche le foglie dei narcisi che avevamo piantato negli anni scorsi. Qualche foglia di tulipano è comparsa nella parte in fondo, vicino al gazebo, vicino alle peonie che stanno ancora dormendo. Le rose, le forsizie e la kerria hanno le gemme ingrossate e aspettano giornate più calde per schiudersi.

Tra poco il terreno verrà vangato e poi sarà il tempo delle semine.

Per ora c’è ancora un po’ di tempo per lasciarsi andare alle osservazioni ed ai pensieri.

Sto rileggendo un libro che avevo trovato molto interessante perché spiega ai bambini tutte le piante spontanee e gli animaletti che vivono libero ai bordi delle stradedi campagna. È un libro scritto da una maestra nel 1951, Pierina Boranga, si intitola La Natura e il Fanciullo (La Strada Ed. Paravia). Nel capitolo riservato al tarassaco (Taraxacum officinale) vengono raccontate in modo davvero minuzioso e accattivante tutte le caratteristiche di questa pianta. Si spiega molto bene, ad esempio, come soffiare sui suoi steli maturi per disseminare i semi facendo notare, che se osservati con una lente, i semi assomigliano in tutto e per tutto a dei paracadute.

Nadia Nicoletti

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