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Pia: la nostra Pollyanna in missione per conto di Madre Terra

5 agosto 2016

Un ricordo di Ilaria Beretta

Quando invitai Pia a Radio RAI per intervistarla, ci conoscevamo solo via email: ero capitata per caso su Orti di pace mentre cercavo indicazioni concrete su cosa fare nell’orto di casa. Mi ero appena trasferita in campagna e avevo bisogno di consigli pratici, ma tant’è: invece di cercare l’ampiezza della fossa da scavare per la singola pianta di zucchine o la giusta esposizione per i peperoni e correre nell’orto ad applicare ciò che avevo letto, mi ero incantata a leggere alcune cose di Pia. Da lì a comperare i suoi libri è stato poco, e da lì a desiderare di farla conoscere al grande pubblico con un’intervista su Radio RAI, pure. Erano i primi anni duemila.
Così ci incontrammo a Milano, negli studi di Corso Sempione, in occasione dell’uscita dell’Orto di un perdigiorno. Come coautrice e redattrice della trasmissione avevo preparato il copione con una serie di domande sul suo peculiare modo di vivere il contatto con la terra; il conduttore e la dirigente, ignorando la seconda parte del titolo “perdigiorno” decisero all’ultimo momento di cambiare rotta e la puntata si svolse con il conduttore che “interrogava” Pia su come si coltivano le piante e fiori: ricordo ancora con una certa angoscia “ E i gerani? E gli asparagi?…”. Un fuoco di fila di domande che, senza volerlo, privavano gli ascoltatori della vera Sapienza di Pia e dei suoi libri: non importa quello che fai e i risultati che ottieni, la terra ha sempre qualcosa di buono da darti in cambio, basta saperlo vedere, basta imparare a vederlo. E’ inutile dire che non fu una puntata memorabile, con Pia che mi guardava dall’altra parte del vetro dello studio con i suoi occhi ridenti e seri allo stesso tempo, mentre sbocconcellava risposte frammentarie, vagamente sorpresa da tanta banalità intorno a lei!
Nei giorni successivi alla sua morte ho cercato nella biblioteca di casa i suoi libri, sono infatti sparsi qui e là, perché a ognuno è stato affidato un ruolo diverso, li ho trovati negli scaffali di Spiritualità, Giardinaggio, Letteratura… Proprio qui c’era una sua traduzione de Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett, che ho acquistato anni fa: stava misteriosamente ( chi ce l’ha messo?) vicino a Pollyanna di Eleanor Porter, un libro molto più vecchio perché era una lettura obbligatoria delle scuole elementari (le mie!). E come capita sempre per i pensieri che non sono propri, ma di un Universo che aspetta l’occasione di esprimerli attraverso qualcuno, ecco che con impeto abbastanza ingiustificato, visto che quel libro non lo aprivo da 40 anni, l’ho preso in mano e ho cominciato a leggerlo avidamente, pur conoscendolo quasi a memoria! Tutto, in quelle pagine, mi ha parlato di Pia. E consiglio a tutti di provare a leggerlo pensando a quest’amica, persona preziosa, maestra di vita, nonostante il suo carattere schivo e ironico. Che dire della grinta di Pollyanna davanti alle difficoltà quotidiane? Che dire del gioco che inventa in cui vince chi trova il lato buono della cattiva sorte? E che dire del suo “accettare” la malattia che le toglie l’uso delle gambe, la motricità, l’indipendenza?
Ecco, Pia, Pollyanna ti si addice. Non amavi il pensiero di diventare un grande saggio e non volevi ergerti sopra gli altri, ti bastava e cercavi sempre il livello zero, la terra. Cercavi la semplicità dove tutto sembrava aggrovigliato tra moda e consumi: così credo che sarai felice di essere chiamata con il nome di un’eroina, ragazzina allegra, positiva, forte, votata alla vita, come sei tu, per sempre, per noi.
Ilaria Beretta
2 agosto 2016

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