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da San Vito al Tagliamento

20 Aprile 2010

L’esperienza delle aromatiche.

Ogni estate si tiene, anche nella nostra zona, il cosiddetto punto verde, un progetto di aggregazione estiva rivolto ai ragazzini delle scuole che, tra le varie attività, propone un maggior contatto con la natura. L’anno scorso, in occasione della festa finale, che si è tenuta all’interno della struttura in cui lavoro (una cooperativa sociale dove si usa il lavoro, in serra o nell’orto, per reinserire nella società persone con disagi di vario genere), abbiamo ospitato alcuni ragazzini.

In primavera avevamo piantato tre file di lavanda, perciò abbiamo voluto, come prima iniziativa, farla raccogliere a loro e, successivamente, insegnargli a costruire delle piccole pigne usando nastrini e spighette di lavanda. Ogni bimbo realizzava la sua, da regalare alla propria mamma perché la usasse per profumare i cassetti. Il metodo insegnato ai bambini per confezionare le pignette è un’antica tradizione delle nostre montagne (invece, in pianura, si sono sempre usati i sacchettini).

Poi, abbiamo raccontato loro diverse storie del nostro territorio e li abbiamo portati a conoscere il nostro piccolo arboreto, illustrando e chiamando per nome quasi tutte le piante da fusto e i cespugli fioriti. Successivamente li abbiamo accompagnati nel nostro piccolo orto dei Semplici, e con loro siamo andati a conoscere le piante aromatiche, scoprendo con grande piacere che ne conoscevano già molte e che tanti citavano l’uso che la loro mamma ne faceva in cucina.

Li abbiamo poi fatti giocare sotto i grandi gelsi del nostro parchetto: ci siamo seduti e, con gli occhi bendati, cercavamo di indovinare, sentendo il profumo delle foglie, a che pianta aromatica appartenesse. Avevamo anche costruito una scatola di cartone, con più buchi, nella quale avevamo inserito diversi tipi di ortaggio e frutti. Inserendo la mano nei buchi, e solo con l’approccio tattile, dovevano indovinare di quale tipo di frutto od ortaggio si trattasse.

Il nostro parco è molto particolare, perché usiamo costruire e far costruire piccole opere dettate dalla singola creatività, utilizzando esclusivamente ciò che la natura del luogo ci può dare. Ad esempio, ci sono una tenda di cortecce, diverse collane di noci appese agli alberi, giochi di vento e tante altre piccole cose. Tutto questo fa si che vi sia la possibilità di percepire rumori e suoni particolari, assieme a quelli, del tutto naturali, dell’acqua, delle foglie, del bambù etc: così, abbiamo accompagnato, in una breve camminata, i bambini ad occhi chiusi perché li percepissero e scoprissero.

La mattina avevamo preparato un fascio di menta, melissa e basilico, perché un nostro amico gelataio ne facesse dei gusti di gelato specifici; a sua volta lui, che aveva capito lo spirito del gioco, ci portò anche tutta una serie di gusti alla frutta: fragola, mela, ananas, limone, melone etc. Quest’ultima trovata ha reso tutti, tanto i bimbi quanto noi, entusiasti: li abbiamo assaggiati, seduti al fresco nel parco, cercando di capire i vari gusti. Si sono già prenotati per quest’anno.

È stata un’esperienza molto istruttiva, per i bimbi ma soprattutto per noi adulti, che vivendo di corsa a volte dimentichiamo i suoni, gli odori e il fascino della natura che ci circonda.

Ribes Rosso.

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