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L’ALBA

25 Maggio 2021

Sai che dalla finestra della soffitta si vedono gli Iris? Il loro giallo risalta sul fondo verde di ogni altra essenza. Nella foto, immagino, ciò non si coglierà eppure l’occhio li vede e percepisce questa loro aurea bellezza. Che importa della resa tecnologica. Siamo noi, i nostri sensi immediati e primari a contare. Chissà che aurore ammiravano gli antichi. Non avevano apparecchiature fotografiche ma avevano, molto più radicata e connaturata dentro di sé la certezza che noi siamo parte del Cosmo e che ogni cosa è preziosa e se ci riempie di gioia è sicuramente abitata ed ispirata da qualche entità divina. E così l’Aurora per i Greci era Eos, dalle dita rosa ed una volta svegliandomi presto, io l’ ho vista ed ho scorto quelle dita , quella mano mite di luce sul cielo. Ed era una Dea. Come divinità erano gli Iris, portatori dell’Arcobaleno. Per cui che importa che nella foto non si vedrà più o meno bene. Noi siamo giardinieri della vita e non influencer. Schifiamo questi fasulli gusci vuoti di vacuità ed immondizia. Siamo di un’altra razza. Come scriveva Battiato, che nel “Re del mondo” si chiedeva di come un tempo il rombo dei cacciabombardieri stonasse con i vasi sul balcone, noi che stiamo nei fiori così come nelle parole, cogliamo questa stonatura. Mentre coltiviamo custodiamo bellezza e diversità e a costo zero. Quei jet sono lo specchio degli influencer che in aereo percorrono il mondo cogliendo milioni di immagini rubando kitsch da ogni luogo ma non sono minimamente in grado di fare sbocciare un solo piccolo garofano. Mi sono alzato presto. È maggio ed anche se molto ha piovuto, ha anche donato il sole ed il tepore per sbocciare Iris dorati. Che resti questa riflessione a rammentare che almeno un giardiniere persiste ad affacciarsi sulla Valle ad ammirare il mondo ed in particolar modo questa zolla protetta dal suo cuore laborioso che sa costruire con mani forti il suo particolare unico caro e raro giardino.

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