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COMFREY (SYMPHYTUM PEREGRINUM) UNA PIANTA PREZIOSA PER L’ORTO!

Questo è un articolo scritto per Ortidipace nel 2006 da Patrizia Sarcletti, agronoma e autrice dell’”Abc dell’orto biologico”. Ci è sembrato utile ripubblicarlo e farci guidare nell’ utilizzare al meglio questa pianta molto preziosa per l’orto. Grazie Patrizia!

Il Comfrey, una particolare specie di Consolida, prospera nel mio orto-giardino da più di vent’anni, donata da un amico che pratica l’agricoltura biodinamica.

Propagarla infatti è semplice : basta un pezzo di radice con una gemma e la pianta attecchisce con facilità, anche se ha bisogno di qualche anno per svilupparsi bene. Per la facilità con cui si riproduce ma anche per le sue notevoli proprietà, l’ho regalata a decine di amici e conoscenti e talora anche a chi frequentava i miei corsi sull’orto biologico.

Con il termine inglese Comfrey si indica comunemente il Symphytum peregrinum (fam.Boraginaceae)), che in realtà non è una specie vera e propria ma il risultato di un incrocio di diverse varietà. Un’altra particolare consolida è quella da foraggio (S. x uplandicum), un ibrido considerato prezioso accumulatore dinamico dai seguaci della permacoltura .

Il Comfrey è una pianta molto più vigorosa e robusta del Symphytum officinale, la consolida maggiore o erba del Cardinale, che cresce spontanea nei nostri ambienti, soprattutto nei suoli impregnati d’acqua, sopra a falde acquifere molto superficiali o lungo le rive di corsi d’acqua e fossati. Le sue grandi foglie ovali-lanceolate sono molto ruvide al tatto e ispide e possono essere tagliate regolarmente in quanto ricacciano molto in fretta. Da maggio a luglio la pianta fiorisce portando su grossi steli fiorali che raggiungono spesso 1,5 m di altezza, con appariscenti grappoli penduli di campanule tubulari rosa-violacee che si aprono scalarmente.

Il Comfrey produce una grande quantità di foglie e steli assai carnosi e succosi che nell’orto possono venire utilizzati non solo per macerati fertilizzanti e per la pacciamatura, ma anche per nutrire uomini e animali. Con la sua possente radice a fittone, il Comfrey preleva potassio e altri nutrienti dal  sottosuolo e li accumula in grandi quantità, restituendoli poi al terreno.

Le proprietà e gli usi del Comfrey sono veramente moltissimi e vale la pena di scoprirli leggendo una piccola “bibbia” in inglese, Comfrey- Fodder, Food & Remedy,scritta da Lawrence D. Hills (Universe Books, New York) oppure un libriccino in tedesco pubblicato da Abtei Fulda (un convento) che si intitola Comfrey – Was ist das?“ Da uno sguardo veloce all’indice di questi due libretti si può subito intuire quanto questa pianta sia preziosa, in agricoltura e zootecnia, come fornitrice di proteine, azoto e vitamine del gruppo B, potassio ma anche come pianta curativa per l’uomo.

Impiastri e cataplasmi di radici di consolida infatti sono in grado di guarire velocemente piaghe, scottature e ferite (l’ho sperimentata personalmente ed è davvero miracolosa!!) e persino fratture. Il modo migliore per utilizzare la radice è sminuzzarla fresca, dopo averla pulita e sbollentata pochi minuti: si ottiene una massa gelatinosa che si spalma facilmente sulle parti da curare. Con le radici o con la pianta intera si possono preparare anche tinture e pomate, indicate soprattutto per la cura delle malattie delle articolazioni.

Quando raccogliete le radici non abbiate paura di rimanere senza pianta: estratto il fittone, infatti, resta sempre nel terreno qualche pezzo di radice laterale dalla quale prontamente la pianta ricaccia. Questo vi farà capire perché una volta piantato il Comfrey nel vostro orto, non sarà facile liberarsene!!!!! Meglio dunque scegliere ponderatamente il luogo dove metterla a dimora. .La pianta richiede un terreno ricco di acqua ma anche di azoto. Chi volesse coltivare la pianta in grandi quantità può utilizzarla per costituire una fitta bordura attorno all’orto o ai campi, dove questa pianta funge da efficace barriera alla penetrazione di infestanti perenni. Dato che la pianta quando supera il metro di altezza facilmente si accascia al suolo, si possono tendere dei fili per sostenerla.”

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