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DA UNA MAESTRA DI PESARO

16 Dicembre 2019

Pubblichiamo una lettera ricevuta qualche tempo fa da una maestra di una scuola dell’Infanzia di Pesaro. Ci è sembrato bello poter condividere con voi queste semplici parole piene di vita.

Sono un’insegnante di una scuola dell’infanzia comunale di Pesaro, in pensione da settembre. Della scuola mi manca il piccolo orto che ho ripulito e dissodato con i bambini e alcuni nonni.

Ho lasciato la mimosa nata dai semi prelevati nella mia spiaggia in Sardegna, il mirto che in autunno era carico di bacche. Ho mangiato la bardana, la piantaggine e le erbe selvatiche che un naturalista mi ha fatto conoscere. A un certo punto melissa, salvia, menta, bietole, borragine, ecc avevano il sopravvento in un tripudio di odori e colori e semi. Le mie colleghe erano spaventate per questo bosco che poteva nascondere chissà quali animali. Fino a settembre ho tenuto duro. Poi il frullino ha avuto la meglio su tutto. Oggi ho trovato delle fotocopie da Orti di pace di Pia Pera ” Sul cammino della rivoluzione del filo di paglia” del 4 marzo 2014 che però non ho ritrovato sull’attuale pagina. La morte di Pia Pera mi ha lasciato un grande vuoto. Non riesco a finire di leggere “Al giardino ancora non l’ho detto”

Mi sarebbe piaciuto scrivere delle mie esperienze scolastiche, ma non ho avuto l’autorizzazione. Mi piace quello che leggo su queste pagine e leggendo degli orti mi sento ancora nella scuola. Quattro anni fa siamo riusciti a far nascere due farfalle Macaone in classe, dopo una grande cura di mesi.

La saluto e le faccio tanti complimenti per le conoscenze che ci regalate, la bellezza e la poesia.

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