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Genova: nasce un orto vicino ai resti del Ponte Morandi

21 Maggio 2019

Mi chiamo Monica Monticone e sono un’insegnante della scuola dell’infanzia Edoardo Firpo, che si trova nel quartiere di Sampierdarena, a Genova.
A poche centinaia di metri da noi si trovano i resti del ponte Morandi, molte famiglie che frequentano la scuola sono state coinvolte da questa tragedia.
Il nostro è un quartiere straordinario. Si intrecciano vite e storie ricche ma difficili, di viaggi nei cinque continenti, di lingue e dialetti da tutto il mondo. I nostri bimbi e le nostre bimbe parlano spagnolo, arabo, inglese, francese, rumeno, albanese, cinese, urdu, pakistano… Su 150 iscritti, in sei classi, il 98% sono di origini non italiane! Nel nostro quartiere non vi sono molti giardini e alcuni di questi versano purtroppo nell’incuria. Abbiamo un giardino a scuola, il che è fondamentale. Da poco è stato ricoperto con pavimentazione antitrauma così da garantire al meglio la sicurezza dei bambini che ci giocano, ma che ha ridotto di molto lo spazio verde. Fortunatamente  abbiamo anche un grande terrazzo e da quest’anno, con alcune colleghe, abbiamo deciso di dedicarlo alla costruzione di un orto con piante e fiori. Abbiamo cominciato con un gruppo di bambini di quattro anni ma la “febbre” si è immediatamente diffusa!
Allestire un laboratorio non è stato facile! Reperire un tavolone grande abbastanza da poterci lavorare la terra, da seminare le prime piantine; e poi trovare un luogo al riparo per proteggere le giovani gemme e le piantine che piano piano sono spuntate…
Abbiamo montato un gazebo, costruito tavoli per i vasi a misura di bambino, portavasi da agganciare alle reti di recinzione, tutto con materiale di recupero perché non abbiamo grandi risorse economiche. Ad esempio, l’area tecnica municipale ci ha fornito la terra, alcuni genitori i semi e le piante…
Abbiamo raccolto carrette in disuso e trasformate in fioriere!
E ancora, abbiamo ombreggiato dove si poteva, perché il sole, in città a volte è veramente insopportabile!
La gioia più grande è ovviamente  dipinta sui visi dei bambini! La sorpresa più grande per loro è stata la terra! Le mani nella terra, il freddo tra le dita, l’appiccicoso, e l’odore. E poi, scoprire i tempi della vita! Il seme che è stato annaffiato, protetto dalla terra, al caldo, si trasforma in gemma e in piantina.  Scopire che ne è nata una piantina delicata che ha bisogno di pazienza e gentilezza…
Ho scoperto il vostro sito leggendo Zavalloni prima e poi Pia Pera, e mi sono appassionata ulteriormente.
Tutto questo per dire che cosa? Per chiedere cosa?
Qualche notizia, qualcosa da condividere! E per fare un omaggio a voi che, col cuore e con l’anima, suscitate e animate scelte in armonia con la vita! Perché forse la strada che proviamo a percorrere per i nostri bimbi e le nostre bimbe è proprio quella che mette al centro la vita e il rispetto, contrapposti all’odio e alla competizione!
Vi ringrazio per tutto il supporto. E ringrazio fin d’ora chiunque potrà indicarmi testi, esperienze e quant’altro noi si possa usare per imparare e approfondire la nostra esperienza. Sarebbe davvero molto importante.
Per contatti: sifirpo@comune.genova.it

Monica Monticone

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