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L’orto del Centro per l’infanzia della Casa-Officina

22 aprile 2015

L’orto del Centro per l’infanzia della Casa-Officina

La Casa-Officina è un Centro Educativo Interculturale nato a Palermo nel 2009 con l’obiettivo di promuovere le lingue e le culture del mondo (www.casaofficina.it). Al suo interno abitano l’“Officina Creativa Interculturale”, un’associazione di promozione sociale che organizza attività per i grandi, e, dal 2013, il Centro per l’Infanzia “La piccola Officina”, che accoglie quotidianamente bambini in età prescolare. Ospita la prima biblioteca plurilingue per l’infanzia della città, con libri per bambini e per ragazzi scritti in più di 45 lingue diverse. Ogni riflessione, ogni attività, è ispirata da un’idea di educazione lenta, aperta all’ascolto, all’osservazione e alla valorizzazione delle differenze, che incoraggia il contatto con la terra e il confronto con persone provenienti da diversi paesi del mondo. È su queste radici che nell’ottobre 2014 bambini e educatori insieme hanno dato vita a un orto di cui prendersi cura settimanalmente: per entrare più in ascolto con la terra sulla quale vivono e con i suoi ritmi; per meglio osservare i piccoli e i grandi cambiamenti naturali che li coinvolgono; per comprendere da quali buone pratiche può venire tanta parte del cibo di cui si nutrono; per imparare a riconoscere ciò che è necessario da ciò che non lo è; per coltivare, raccogliere e gustare secondo le stagioni il frutto del proprio fare.

Il freddo è da poco finito a Palermo e con esso gli ultimi ortaggi invernali che i bambini, le bambine e le educatrici del centro per l’infanzia della Casa-Officina hanno piantato in un angolo del suo grande giardino nel corso del mese di novembre, dando inizio alla loro coltura nel giorno di San Martino. È così che raccomanda un antico detto agricolo siciliano – “La prima a San Martino, l’ultima a Sant’Andrea” – che indica i tempi di piantagione delle nuove manciate dei semi invernali per eccellenza, che sono quelli del grano.

I broccoletti, le lattughe, i finocchi e le cipolle, che sono cresciuti lentamente durante i mesi successivi sotto le cure costanti e gli sguardi sorpresi dei piccoli e grandi contadini della Casa-Officina, sono stati quindi raccolti e assaporati con soddisfazione a partire dal mese di febbraio, sia presso il centro che nelle tavole delle proprie famiglie. Lasciano adesso il loro posto ad attendere l’arrivo di verdure primaverili.

Torna dunque il tempo, per gli entusiasti agricoltori, di zappare la terra del campo e farla respirare; di scegliere quali ortaggi accogliervi tra zucchine, peperoni, melanzane, carote; di concimarne le zolle con la terra fertilizzata dagli infaticabili lombrichi che risiedono nella lombricompostiera installata all’ombra del grande albero di arance; di collocare le insegne con i nomi delle verdure nei paletti di canne di bambù interrati; di dare da bere alle radici delle piante che vi cresceranno e di strappare le erbacce che potrebbero soffocarle.

Torna, e tornerà, per i bambini, le bambine e le educatrici del centro per l’infanzia della Casa-Officina, il tempo di coltivare, che è il tempo dell’impegno e dell’attesa, per raccogliere e gustare i frutti di un lavoro paziente, durevole e condiviso. Ciò con un’emozione fatta di esperienze pedagogiche amiche, di conoscenze che vengono da papà e da nonni, di desiderio di imparare dal lavoro dei campi, di dita piccole e dita grandi sporche di terra, di scarpe piccole e scarpe grandi piene di fango, di rispetto per i ritmi naturali, di fatica sotto un cielo bello e un cielo brutto, di speranza che tutto viva e maturi.

Matilde Bucca

Educatrice e contadina del Centro per l’Infanzia “La piccola Officina”

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