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Un orto di pace a Gradisca d’Isonzo – un nuovo inizio

24 marzo 2015

Come ben sa chiunque abbia avuto la fortuna di coltivare un orto o anche solo di allevare qualche piantina di fragole,  basilico o pomodoro sul balcone, la soddisfazione che si trae dal raccogliere i frutti del proprio lavoro è enorme e il tempo dedicato alla cura delle piante porta uno stato di benessere psichico legato al contatto con la natura, all’estraniazione dalle quotidiane preoccupazioni, alla serenità che un gradevole lavoro manuale sa trasmettere.

Partendo da queste considerazioni già nel 2012 a Gradisca d’Isonzo era stato impiantato un piccolo orto, appena due aiuole, con l’aiuto delle ospiti del Centro di Accoglienza Richiedenti Asilo nel cortile di un’ex scuola concesso in uso dal Comune. L’esperimento aveva dato buoni frutti e grandi soddisfazioni . Nel 2013 purtroppo non è stato possibile ripeterlo ma fortunatamente  a settembre 2014 siamo ripartiti.

Questa volta il gruppo era composto da 12 ragazzi e uomini di varie nazionalità tutti estremamente desiderosi di cimentarsi nell’attività di coltivazione degli ortaggi  e così abbiamo iniziato a vangare,  toglier le erbacce e concimare…L’autunno ormai avanzava piovoso ma siamo riusciti a trapiantare finocchi, porri, cavolfiori e cavoli verza, radicchi e cicorie nonchè a seminare rapanelli, songino valeriana e spinaci.

I ragazzi hanno lavorato di buona lena e più di uno ci ha confidato, non senza le comprensibili difficoltà legate all’uso di una  lingua per loro poco conosciuta, di trovare grande giovamento alla propria condizione dal lavoro nell’orto. La proposta di dissodare altro terreno è stata accolta con grande entusiasmo  e così le 4 aiuole previste inizialmente sono diventate 7 ! Avevamo dunque il problema di trovare qualcos’altro da piantare nelle aiuole aggiuntive ma ecco che ci sono state offerte da un generoso ambulante del mercato numerose cassette di piantine di radicchio variegato e tardivo con cui abbiamo riempito tutto lo spazio disponibile. Oltretutto l’insalata è una delle poche verdure coltivabili in inverno che non necessita di cottura e che riscontrava gradimento quasi generale perchè presente anche nelle tradizioni orticole dei Paesi di provenienza dei nostri aiutanti ortolani.

Nonostante la stagione estremamente piovosa, nonostante il terreno sassoso e magro, le piantine sono cresciute e, ad esclusione dei  porri, abbiamo avuto un buon raccolto come si può vedere dalle foto.

Il momento culminante è stato il party che abbiamo organizzato per mangiare tutti insieme le nostre verdure accompagnate da pietanze tipiche dei Paesi di provenienza di alcuni dei partecipanti, un paio dei quali avevano a lungo lavorato come cuochi prima di dover lasciare il loro Paese.

Nel frattempo ad uno ad uno i nostri collaboratori hanno lasciato il centro e dopo aver raccolto gli ultimi cespi d’insalata abbiamo concluso anche questa stagione del nostro piccolo orto di pace non prima però di aver messo in cantiere un nuovo e più ambizioso progetto di cui presto torneremo a parlarvi.

Le curatrici del progetto nonché entusiaste coltivatrici Dott. Simona Frigerio e  Dott. Valentina Busatta

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