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L’orto didattico dell’I.C. “Teodoro Gaza” di San Giovanni a Piro (SA)

27 luglio 2013

L’orto di Teodoro di Gaza
Teodoro di Gaza è stato un grandissimo umanista, fuggito dalla Costantinopoli, presto preda dei Turchi, fu un portatore di quella grande cultura greca che si rese lievito necessario al nascente Umanesimo e al Rinascimento successivo. Ebbe contatti con il mondo più impegnato della sua epoca, visse e viaggiò tra il nord e il sud della penisola.
Alla sua morte il Poliziano gli dedicò , in greco, alcuni versi. Teodoro Gaza tradusse il De plantis di Teofrasto .
Scelse, quale sua dimora per gli ultimi giorni, la Badia di San Giovanni a Piro, nel Cilento.
Ora, a San Giovanni a Piro, nella scuola che con orgoglio porta il suo nome, ritroviamo un corpo docente, bambini, genitori e collaboratori alle prese con un difficile problema. Teodoro di  Gaza che di “Problemata” si occupò ampiamente, dibattendo con grandi studiosi del suo tempo, prendendo posizione con Aristotele contro Platone, chissà se riuscirebbe a risolvere questa spinosa questione. Maria De Biase è la Preside, oggi si dice D.S. (dirigente scolastico), della scuola, da sei anni ha cominciato un lavoro enorme per l’istituto, assieme ai docenti, ai collaboratori scolastici, ai genitori e soprattutto agli allievi, ha impiantato presso le varie sedi che all’Istituto fanno capo, diversi orti didattici.
Questa dirigente ha avuto il coraggio, non so se in Italia altri Ds possono dire lo stesso, di abolire le merendine e di disporre per adottare la colazione tipica del Cilento: pane ed olio.
Dagli orti della scuola, allestiti con la collaborazione dei genitori, orti che assorbono l’organico prodotto dalla scuola stessa, una scuola che si avvia a rifiuti zero, quindi, si produce verdura in quantità tale che i genitori provvedono a raccoglierla e portarla a casa.
Una cosa che riempie di gioia i ragazzi, ragazzi che sono stati, e la cosa non ci deve sorprendere, l’anima e la scintilla più vivace del progetto in atto.
Non sono solamente gli orti, attorno a questo recupero del contatto con la terra, dal Teodoro Gaza di San Giovanni a Piro, sono sorte altre risposte a varie domande.
Eppure, avremmo bisogno di Teodoro di  Gaza, di tutta la sua sapienza. Perchè l’istituto viene sottodimensionato? Perchè la Dirigente non vine mantenuta al suo posto? Perchè questa esperienza pluriennale non viene, anzichè premiata e riconosciuta, messa in discussione?  Ho conosciuto Maria De Biase, la Ds. a Caselle in Pittari, al Palio del grano che si svolge in luglio, non conoscevo la storia di questi orti, orti coltivati con i semi che gli anziani hanno conservato, orti sinergici, assolutamente biologici, orti di pace, quindi.
Le ho chiesto della sua bella scuola,  delle mille iniziative che vi si svolgono, avendo io stesso avuto grossi problemi per portare avanti, ora sospeso, il mio Orto di pace della Vallassina. Con una Preside come lei, innamorata della Terra, assolutamente fiera di questo Cilento dal cuore antico, le risposte sono state tante. La complessità del dirigere una scuola ed il rapporto col territorio, le istanze della “base” e quelle dei vertici, spesso non coincidono. Maria De Biase non è una persona che si arrende facilmente. Se si va in rete, si possono trovare tanti video sugli orti, anzi, la scuola, con uno di essi ha vinto un premio assegnato al documentario sull’agricoltura civica a Torino. Questi del Teodoro Gaza sono orti importanti, orti nati liberi, dall’entusiasmo e dalla fede di una dirigente che ha saputo motivare e coinvolgere il corpo della scuola. Ora si tratta di sostenere, su Facebook esiste un gruppo apposito, tutto quanto realizzato.
Non è stato facile combattere il junk food, il cibo spazzatura, il percorso non è stato lineare e pacifico. Sostenere la merenda tipica del pane e olio contro le merendine è stato più facile per Michelle Obama che, alla Casa Bianca, ha sostenuto ed ottenuto, i distributori per la frutta al posto del cibo nella plastica, cibo di plastica esso stesso. A  San Giovanni a Piro non è andata così pacificamente, il mondo contadino, ancora vivo e presente, quando non ha contezza di sè, quando è schiavo delle immagini televisive, si vede non ben rappresentato dal pane e olio che vive come una specie di ritorno ad un passato povero da seppellire, accantonare. Così è stato per la questione degli orti. I bambini vanno a scuola per studiare e per imparare: che c’entra l’orto? Una domanda, cattiva che in tanti, in Italia, ci siam sentiti porre quando abbiamo proposto di farne uno a scuola. Al Teodoro Gaza non si è fatta eccezione.
Dopo sei anni di attività in mille rivoli e direzioni,  non sarebbe affatto giusto porre fine o comunque compromettere tutto. Chi si occupa di orti scolastici sa che non è proprio facile trovare dei dirigenti che si facciano, essi, i “capi” come il nuovo modello aziendalistico della scuola propone, promotori di queste attività.
Sosteniamo gli orti dell’Istituto Comprensivo Teodoro Gaza di San Giovanni a Piro, sosteniamo la rete degli orti di pace, sosteniamo un modo diverso di fare scuola in questo Paese. Un plauso alla Ds, che ha saputo trascinare e spronare, un augurio che possa restare colà ove si trova, nella sua sede naturale. A fare l’orto, con i suoi bambini.
Teodoro, non di Gaza, Teodoro Margarita

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