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erbicidi e pesticidi

17 marzo 2012

Selezione di notizie gennaio-febbraio 2012

Francia: al via la Settimana per le Alternative ai Pesticidi

Adesioni in 20 paesi del mondo

Si terrà dal 20 al 30 marzo la Settimana per le Alternative ai Pesticidi organizzata da una vasta rete di associazioni e coordinata da Générations Futures. La Settimana avrà luogo al principio della primavera, quando avvengono i trattamenti più importanti, per denunciare i danni provocati dai pesticidi di sintesi e costruire un futuro libero da prodotti nocivi mediante la promozione delle alternative già esistenti. La Francia è al primo posto in Europa per quantità di pesticidi utilizzati: 76.000 tonnellate ogni anno. A lungo sottaciuto, il problema si è recentemente imposto all’attenzione delle cronache. A metà febbraio, infatti, il tribunale di Lione ha condannato la Monsanto per l’intossicazione del cerealicoltore Paul François, rimasto invalido per aver inalato i vapori dell’erbicida Lasso. Negli stessi giorni, il relatore del Consiglio di Stato ha ingiunto al ministero dell’Agricoltura di condurre una nuova valutazione tossicologica per il popolare erbicida Roundup Express della multinazionale. Il programma della Settimana, disponibile alla pagina http://www.semaine-sans-pesticides.fr/index.php, comprende centinaia eventi, tra cui spiccano la conferenza “Pesticidi e salute”, che si terrà il 23-24 marzo a Parigi presso il Palazzo del Lussemburgo, sede del senato francese; marce simboliche in 15 regioni del paese; incontri organizzati dai collettivi territoriali per promuovere l’uso di cibi biologici nelle mense e il varo di politiche “pesticidi zero”; laboratori e seminari sul giardinaggio naturale o ecologico; visite ad aziende agricole biologiche; pasti biologici; incontri di formazione ecc … Ma la manifestazione, oggi alla settima edizione, ha varcato ormai i confini nazionali e conta l’adesione di quasi 20 paesi, tra cui diversi stati europei (Belgio, Regno Unito, Germania, Svizzera e Spagna), diversi stati africani (Benin, Burkina Faso, Camerun, Senegal, Mali, Uganada, Togo, Marocco e Congo) e, per la prima volta, Tagikistan e Isole Mauritius. Dichiara  François Veillerette, portavoce di Générations Futures: “In Francia, a poche settimane dalle elezioni, i cittadini potranno manifestare con forza la loro opposizione ai pesticidi. Per la prima volta, inoltre, le vittime dei pesticidi, sul lavoro o nella vita privata, saranno al centro del movimento. La questione dei danni dei pesticidi alla salute umana non potrà più essere passata sotto silenzio”.

Stati Uniti: è inziata la controversia “coltivatori e produttori di sementi biologiche contro Monsanto”

Sono arrivati da tutti gli angoli del paese per ottenere un riconoscimento che parrebbe scontato, ottenere, cioè, che nel caso le colture gm della Monsanto contaminino il loro raccolto, la multinazionale non possa  perseguirli per violazione di brevetto. Nel mondo alla rovescia installato nelle campagne statunitensi, infatti, un agricoltore che veda contaminate le proprie coltivazioni biologiche da piante gm, non soltanto perde il proprio guadagno, ma può essere accusato di aver usato fraudolentemente una tecnologia brevettata dalla Monsanto e portato in tribunale. E’ già successo a 144 agricoltori, mentre 755 hanno deciso di accettare accordi extra-giudiziali e centinaia di coltivatori hanno semplicemente smesso di produrre biologico, constatata l’impossibilità della coesistenza (la colza biologica si è praticamente estinta poco dopo la comparsa di quella transgenica della Monsanto). Sottolinea Daniel Ravicher (PUBPAT), principale difensore dei ricorrenti nella controversia significativamente ribattezzata “Agricoltori contro Monsanto”: “Rappresento una pluralità di soggetti (agricoltori, associazioni di agricoltori, imprese di sementi) che non vuole avere nulla a che fare con le colture gm. Questa gente non vuole denaro dalla Monsanto, chiede soltanto che la giustizia dichiari che in caso di contaminazione gli agricoltori non potranno essere accusati di aver violato i brevetti della multinazionale”. Importante anche la motivazione: secondo i ricorrenti i brevetti sugli Ogm non hanno ragione di esistere. Una norma contenuta nella legge sui brevetti, infatti, prevede che possano essere brevettate solo invenzioni utili alla collettività, mentre le colture gm non apportano nessuno dei benefici promessi dalle multinazionali e provocano, al contrario, gravi danni. I brevetti, d’altra parte, sono molto utili alle multinazionali, per costruire monopoli di mercato. Per questo, lo scorso 31 gennaio, decine di persone affollavano l’aula del tribunale federale di Manhattan in cui il giudice Naomi Buchwald, ascoltate le parti, dovrà decidere, in via preliminare, se liquidare il caso come richiesto dalla Monsanto o autorizzarne lo svolgimento, mentre altre centinaia si assiepavano nel piazzale antistante dando vita a un’assemblea cittadina, per difendere ciò che resta di un diritto e iniziare a cambiare le regole del gioco.

Erbicida Roundup: anche diluito 450 volte è tossico per il DNA umano

Aumentano le prove scientifiche a carico del Roundup, erbicida della Monsanto il cui uso è stato enormemente incrementato dall’introduzione delle colture Roundup Ready in agricoltura (negli Stati Uniti, dal 2000 al 2010, si è passati da 4,4 milioni a 57 milioni di libbre). Uno studio dell’Università di Medicina di Vienna, recentemente pubblicato sulla rivista Archives of Toxicology (14/02/12), ha esaminato gli effetti che possono insorgere nei lavoratori agricoli a seguito dell’inalazione del prodotto, analizzando il modo in cui le cellule dell’epitelio della bocca reagiscono al suo principio attivo (glifosate) e al composto nel suo insieme. Nella sua formulazione più comune, infatti, il Roundup comprende, accanto al glifosate, un tensioattivo che favorisce la penetrazione degli agenti chimici nelle cellule vegetali e che è sempre stato dichiarato inerte dalla Monsanto. Lo studio dimostra, tuttavia, che la combinazione dei diversi ingredienti è più tossica delle singole sostanze e che, anche se diluita 450 volte rispetto alle concentrazioni comunemente impiegate in agricoltura, danneggia il DNA delle cellule umane. L’indagine conferma che è necessario studiare gli effetti sinergici delle sostanze chimiche contenute negli agrofarmaci e preoccupa in quanto l’esposizione al Roundup interessa fasce sempre più ampie di popolazione. In Catalogna, ad esempio, dove le colture Roundup Ready non si sono insediate ma il glifosate è utilizzato in dosi massicce per il controllo delle infestanti degli orti, uno studio effettuato tra il 2007 e il 2010 da un’equipe dell’Istituto di Diagnosi Ambientale e Studi sull’Acqua (CSIS) di Girona ha dimostrato che il 41% dei 140 campioni di acqua sotterranea analizzati conteneva tracce di glifosate, spesso in concentrazioni che eccedevano i limiti imposti dalla Direttiva europea sulla qualità dell’acqua potabile.

Per informazioni e contatti:

Veronica Bianchini

E-mail veronica.bianchini@gmail.com

Telefono 3200397042

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