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A Saronno, scuola San Giovanni Bosco

12 Marzo 2012

L’ ORTO SCOLASTICO

Un’avventura alla S.G.B.              di SARA VALENTINI

Dalla mensa scolastica nasce l’idea di un orto coltivato dai bambini insieme ai compagni di classe, a scuola.” Che schifo le zucchine!” questa è l’espressione usata da un gran numero di bambini a cui viene richiesto il motivo di un rifiuto categorico delle verdure in generale.

Ho cominciato negli anni scorsi con un progetto di educazione alimentare durante il quale i bambini della mia classe hanno avuto modo, anche attraverso giochi sensoriali, di conoscere, e qualche volta scoprire,ortaggi e frutti noti alle generazioni precedenti ma sconosciuti a loro,  così abili nel nominare i frutti esotici.

La preparazione di semplici ricette li ha coinvolti nella collaborazione e soprattutto li ha indotti al fare. Questa esperienza andava oltre le parole, lo scrivere, e lasciava un segno che dava risultati positivi ed interessanti anche nel consumo dei pasti a scuola.

Perché allora non andare all’origine? Perché non partire dai semi per arrivare ai prodotti?

Nasce in noi, forte in alcuni bambini, il desiderio di poter coltivare un piccolo orto-giardino. Per questo ad un Consiglio Comunale aperto ai bambini e svoltosi nel Novembre 2010, chiediamo al Sindaco di poterlo realizzare nel cortile della nostra scuola: la San Giovanni Bosco.

Ci viene data approvazione e piena disponibilità da parte dell’Amministrazione Comunale.

L’entusiasmo dei bambini sostiene le attese per le procedure indispensabili all’allestimento, seguite dai consiglieri Oriella Stamerra e Giorgio Pozzi.

I genitori del nostro Comitato ci hanno sostenuto economicamente per l’acquisto di arnesi  adatti ai bambini, semi, piantine da trapiantare. Alcuni genitori  hanno prestato la loro opera per la rifinitura della recinzione. Per la realizzazione del nostro desiderio di verde e colori abbiamo avuto  anche la consulenza di un paio di nonni che ci hanno dato indicazioni precise, frutto della loro esperienza. Anche il nostro preside Dott. Pace ha sostenuto positivamente il nostro progetto.                        “ORA TOCCA A NOI !“ hanno detto i bambini di 5°A.

A detta dei bambini, il nostro sarà un SUPERORTOGIARDINO, con fiori e semplici verdure che immaginiamo di poter consumare insieme alla fine di questo anno scolastico. I ragazzi sono in 5° e un poco si dispiacciono perché non ci saranno per le colture autunnali, ma piccoli giardinieri (i bimbi di prima e seconda) attendono di diventare protagonisti nella coltivazione dell’orto, l’anno prossimo.

Qualcuno si chiederà:” Non sarà tempo perso?” Mi sento di rispondere “ NO” perché mai come in questo momento la scuola ha bisogno di ridare “SENSO” al suo agire. La quantità di richieste che vengono fatte ad alunni ed insegnanti, i tempi di esecuzione sempre più ridotti, la quantità di informazioni incalzanti, rendono i ritmi frenetici., poco adatti ad un apprendimento reale e duraturo.

L’orto diventa un tempo” RITROVATO”, il tempo della Natura: quante volte ho spiegato il ciclo delle stagioni; ecco,  con l’orto i nostri sensi lo possono percepire ogni giorno, senza fretta, con cambiamenti a volte minimi a volte sorprendenti. I bambini potranno stupirsi!

Il tempo della fatica : se la coltivazione mi costa impegno, rispetto maggiormente il prodotto, non lo spreco, non lo rifiuto quando è nel mio piatto, anzi lo apprezzo come frutto di una conquista.

Il tempo dell’amicizia : se prendo accordi, condivido, ci suddividiamo i compiti, come in un gioco, non mi sentirò solo.

Il tempo dell’apprendere : se misuro le prode e calcolo le superfici metto in pratica la geometria, se conosco una pianta in tutte le sue parti e potenzialità, imparo la botanica; se incontro e scopro il rapporto tra particolari insetti e gli ortaggi, forse posso parlare di ecologia; se alla fine  scrivo un testo descrittivo o invento storie o poesie metto in atto la mia fantasia e la mia competenza linguistica.

Quante cose si possono imparare dalla realizzazione di un orto scolastico! Ma la magia più grossa è che questa esperienza tiene viva la motivazione di imparare in modo “LEGGERO” –  condizione indispensabile per conservare nei ragazzi il desiderio di  apprendere e di sapere.

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