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Pomodori biologici

5 marzo 2012

In questi ultimi anni il frutto del pomodoro ha assunto lo status di
“cibo
funzionale”, vista l’associazione sempre più frequente che i
ricercatori
hanno stabilito tra il suo consumo e il ridotto rischio di alcuni
tipi di
malattie, tra cui il cancro e malattie cardiovascolari. I frutti
del
pomodoro sono una riserva naturale di molecole antiossidanti come
acido
ascorbico, vitamina E, flavonoidi, composti fenolici e carotenoidi,
tra
cui il licopene, che, oltre ad una forte attività antiossidante, è
capace
di indurre la comunicazione cellulare e modulare le vie
metaboliche
ormonali e del sistema immunitario.
Il valore
nutraceutico del pomodoro però è molto influenzato dalle
condizioni di
coltivazione, in quanto il contenuto i fitochimici può
aumentare se la pianta
cresce unitamente ai suoi simbionti naturali,
microfunghi benefici
appartenenti al gruppo dei Glomeromycota. Uno studio
finanziato
dall’Università di Pisa con fondi dedicati a progetti
interdisciplinari di
frontiera ha permesso di evidenziare che la simbiosi
micorrizica influenzava
positivamente la crescita e il contenuto in
sostanze minerali delle piante di
pomodoro e aumentava il valore
nutrizionale e nutraceutico dei frutti. In
particolare, i frutti prodotti
da piante micorrizate contenevano
concentrazioni più elevate di Calcio
(15%), Potassio (11%), Fosforo (60%) e
Zinco (28%), in confronto ai
controlli non micorrizati.
Le
modificazioni del metabolismo secondario del pomodoro producevano
aumenti del
18,5% nei livelli di licopene nei frutti ottenuti da piante
micorrizate,
rispetto ai controlli. Gli estratti di pomodoro provenienti
da piante
micorrizate, soprattutto la frazione lipofila, che non avevano
effetti
genotossici, mostravano altresì un alto potere anti-estrogenico
dei frutti,
con una forte inibizione del recettore E2 umano.
Recentemente i
polifenoli ed il licopene sono stati proposti come
agenti
farmacologici
promettenti nella prevenzione del cancro a causa dei loro
effetti
antiproliferativi e della loro azione inibitoria sui recettori
degli
estrogeni umani. In particolare, i composti antiestrogenici
possono
antagonizzare i processi estrogeno-dipendenti nei tessuti
target,
contrastando la crescita dei tipi di cancro estrogeno-correlati.
I
risultati dello studio pisano suggeriscono che l’assunzione di
cibi
funzionali come i pomodori coltivati con i loro simbionti
naturali
potrebbero antagonizzare in vivo l’attività estrogenica elicitata
da
molti contaminanti ambientali e industriali a cui gli esseri umani
sono
esposti attraverso la catena alimentare.
In conclusione, i
pomodori coltivati biologicamente con i loro
simbionti
naturali
rappresentano un esempio di produzione ecologica e sostenibile
del cibo, in
quanto non solo riducono l’uso di fertilizzanti chimici e
pesticidi, ma
permettono di ottenere cibo di alta qualità e con alto
valore nutraceutico,
un tema di grande interesse sociale, fortemente
richiesto da consumatori e
produttori.

Manuela Giovannetgti

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