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Erbe spontanee… scolastiche: impariamo a riconoscerle e ad apprezzarle!

22 Aprile 2007

Ogni giardino ha le sue erbacce… che non dovrebbero essere chiamate cosi! Ognuna di esse infatti svolge un suo ruolo e si è adattata a vivere spesso in condizioni estreme; solo agli occhi di un “giardiniere della domenica” (così definisco quelli che nel giardino ci vanno solo la domenica per non fare altro che tagliare erba) possono sembrare soltanto infestanti che non meritano nessuna pietà.

Al massimo, si può parlare di erbe selvatiche, in quanto nascono crescono e si riproducono da sole, senza l’intervento dell’uomo e che possono diventare anche troppo abbondanti.
            Ma non sono certamente solo le erbe filiformi, la cosiddette graminacee, quelle che si presentano nei giardini sia pubblici che privati: spesso le piante a foglia larga, quelle che formano una rosetta basale, sono sempre presenti anche se combattute tenacemente dai suddetti “giardinieri” che vorrebbero un prato “all’inglese”, privo completamente di piante che non siano graminacee.
            Quindi, nei nostri giardini è facile trovare piante a foglia larga le quali, un tempo, erano per esempio ben conosciute ed apprezzate dai nostri antenati che ne facevano uso alimentare quasi quotidianamente. Conoscere quindi le “erbacce” presenti nel proprio giardino ci può portare a sorprese veramente piacevoli e far avvicinare i ragazzi al meraviglioso “mondo verde” che non aspetta altro che essere scoperto.
            Le piante spontanee non sono certamente le stesse in ogni giardino: ciascuna si adatta meglio a quel tipo di terreno o a quella esposizione, e quindi ognuno di questi avrà una propria flora che è tipica di quell’ambiente. Sarebbe molto bello poterle individuare tutte, perché oltre alla curiosità tutta scientifica, si può approfondire ulteriormente la ricerca per esempio con gli utilizzi alimentari, le proprietà medicinali, le notizie storiche, le curiosità o quant’altro riguardi le erbe del nostro giardino.
            Un esempio semplice: il comune Tarassaco (Taraxacum officinale), conosciuto anche come dente di leone, piscialletto, soffione, radicchio selvatico, ecc., e presente quasi in ogni giardino, viene utilizzato a scopo alimentare, consumandone l’intera rosetta basale che può essere raccolta tutto l’anno.
Tali rosette si impiegano sia crude che cotte, magari insieme ad altre erbe selvatiche, ed inoltre vengono “ripassate” in padella con olio di oliva ed aglio. Le foglie vengono impiegate nei minestroni di verdura, nelle zuppe, nelle torte salate ed infine la radice, tostata e macinata, era un tempo utilizzata come succedaneo del caffè.
            Ancora, il decotto delle foglie viene bevuto come depurativo, lassativo ed attivatore epatico; queste, miste a zucchero¸ servono a preparare uno sciroppo (giulebbe) da somministrare ai neonati a gocce per prepararli all’alimentazione con il latte materno…
            Questo solo per invogliarvi a cercare di conoscere le piante spontanee che avete nel giardino: ognuna ha certamente una interessante storia da raccontare!
             Buon lavoro!
         Angelo Lippi

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