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Il Pollaio per la crescita di zucche e cetrioli

13 Luglio 2010

Mentre pioppi ed olmi erano alberi che venivano utilizzati a sostegno dell’uva, le zucche venivano invitate alla crescita facendole arrampicare per un tratto in verticale per poi farle appoggiare ad un piano che potesse reggere il peso dei frutti una volta arrivati alla maturazione. Le zucche erano della cultivar “Mantovana” e si seminavano alla fine di aprile per essere raccolte alla fine di settembre.  Nulla poteva essere più adatto del tetto in rete metallica del pollaio (rete uso cantiere edile), del grande pollaio che ospitava per parecchi mesi all’anno gli animali di bassa corte accuditi dalla nonna Teresa (era compito delle donne accudire avicoli, palmipedi e cunicoli). Il pollaio doveva ospitare gli animali nel periodo della semina e da aprile a settembre, in quanto il nonno Faustino ne proibiva il libero pascolo per il timore che razzolando per i campi e ruspando, estraessero dal terreno i semi dei cereali  e rovinassero così la coltura. Solo quando i cereali venivano raccolti agli animali era concesso di pascolare liberamente, con la possibilità di trovare quello che era  rimasto sul campo. Il pollaio aveva una dimensione di circa 200 mq ed era diviso in due parti, che  servivano a non fare mancare il pascolo al pollame. Si creava una rotazione: quando nella prima metà era cresciuta l’erba si faceva razzolare il gruppo lasciando la seconda parte chiusa ed inagibile sino a quando non fosse ricresciuta l’erba consumata. L’importante era tenere il giusto equilibrio, in modo tale che la cotica erbosa non si alterasse ed il terreno del pollaio non diventasse sterrato.

Essendo una parte del tetto fatto solo di rete per fare in modo che gli animali godessero dei raggi del sole, l’avanzata delle zucche creava zone di ombra di cui si beneficiava nelle calde giornate estive.

La stessa rete che serviva per far arrampicare le zucche al tetto era utilizzata per la crescita dei cetrioli. Seminati anche loro alla fine di aprile,  alla fine di giugno si iniziava la raccolta ed il consumo. Il compito del nonno Faustino era insegnare ai ragazzi la giusta quantità di acqua per dissetare le piante. Le zucche non hanno bisogno di molta acqua mentre i cetrioli ne necessitano molta di più.

A fine stagione, quando la pianta era seccata, si raccoglievano le zucche e gli ultimi cetrioli poi entrambe le piante si sradicavano ed andavano ad incrementare  il compost.

Oggi la nonna Celesta alleva le zucche sul tetto della cuccia di Billi, il cane di razza Beagle che da oltre dieci anni ci tiene compagnia. Il tetto non è in rete metallica ma in legno. Comunque le zucche sono ugualmente eccellenti.

Marco Legramanti, Melzo, 13/07/2010

Se volete chiedere dettagli alla nonna Celestina o approfondire l’argomento:

info@legramantiallevamenti.it

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